Cardiofrequenzimetro bici: come usarlo in allenamento

Il cardiofrequenzimetro è uno strumento molto importante per monitorare l’attività cardiaca durante le uscite in bicicletta, per verificare di star lavorando nei range stabiliti e per ottenere determinati risultati dalle sessioni di allenamento.

Come funziona il cardiofrequenzimetro

Prima di capire come usarlo, ci concentreremo ora nel comprendere come funziona il cardiofrequenzimetro. Bisogna innanzitutto conoscere alcuni valori di riferimento, come la frequenza di soglia e le zone di lavoro relative su cui impostare gli allenamenti. Per quanto riguarda la prima, essa corrisponde alla frequenza cardiaca in cui il fisico inizia ad accumulare acido lattico ed andrebbe mantenuta per circa 40-60 minuti. A questo punto entra in gioco il cardiofrequenzimetro: come funziona quindi? Esso misura il numero di battiti al minuto del nostro cuore e serve per tenere sotto controllo lo sforzo, evitando di eccedere nelle fasi iniziali andando poi in crisi nel proseguo dell’attività. Inoltre è utile per valutare la propria condizione fisica ed il proprio stato di eventuale affaticamento.

Da cosa è composto il cardiofrequenzimetro per la bici da corsa

Il cardiofrequenzimetro per la bici da corsa consiste in due parti: la prima è una fascia che viene posizionata sul torace ed al di sotto dei muscoli pettorali che è utilizzata al fine di rilevare il battito cardiaco. Questo segnale elettrico viene inviato in telemetria senza fili al secondo componente del cardiofrequenzimetro per la bici da corsa che è montato solitamente sul manubrio. Esso riceve il segnale e lo trasforma in dati numerici mostrando i battiti cardiaci al minuto. Per un’analisi più completa dell’andamento del proprio allenamento è possibile comparare questi dati con, ad esempio, la velocità, i ritmi delle pedalate al minuto (RPM), i chilometri percorsi e la media oraria che si è tenuto.

Allenarsi con il cardiofrequenzimetro

Per allenarsi con il cardiofrequenzimetro bisogna tener presente la MHR, che è la massima frequenza a cui il nostro cuore può lavorare. Questo picco è soggettivo e dipende da diversi fattori come l’età (più si è giovani maggiore è la MHR massima), stato di salute, patologie o genetica e lo stile di vita. In linea di massima la formula per calcolarla è 220 meno l’età per gli uomini e 230 meno l’età per le donne. Allenarsi con il cardiofrequenzimetro permette di mantenere controllata la MHR per evitare di avere problemi di sforzo eccessivo. In base alle frequenze misurate si può anche impostare le diverse soglie di allenamento, ovvero i 5 livelli di intensità dello sforzo che vanno calcolati appunto sulla propria MHR.

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